10 Motivi per NON venire a vivere alle Canarie!
- 10 gen 2022
- Tempo di lettura: 8 min
Le Isole Canarie quelle della eterna primavera, luogo ideale per i pensionati e luogo di perenne vacanza per i bambini, le isole delle opportunità e della qualità di vita. Quante definizioni meravigliose per questo arcipelago che è diventata la nostra casa, cancellando qualunque rimpianto per ciò che abbiamo lasciato, regalandoci una nuova vita e nuovi orizzonti.

Ma oggi, ti voglio dare 10 motivi per NON VENIRE A VIVERE ALLE CANARIE!
Lo so, adesso starai pensando ma come? Dopo tutto quello che si vede e si legge sulle Canarie, adesso mi dai “addirittura” 10 MOTIVI per NON trasferirmi alle Canarie.
Eppure una cosa che non sanno in molti e che nonostante tanti vengono qui , non sono tante le persone che ogni anno riescono a trasferirsi con successo, sistemandosi, intendo sia economicamente che a livello di integrazione, ma poi più del 50% ritorna in patria nei primi sei anni...ma allora cosa nascondono le Canarie e allontanano anche chi si era inserito perfettamente?
Quali aspetti di quest'isola non si erano presi in sufficiente considerazione?
Cosa si scopre vivendo qui, che fa sì che per molti l'Italia torni ad essere una scelta migliore?
E' un'arcana maledizione che grava su questo arcipelago? In realtà niente di tutto questo, ma una serie di caratteristiche che fanno sì che le Canarie siano aperte a tutti...ma non adatte a tutti!
Se continui a leggere, scoprirai che alcune di questi motivi potranno sembrare poca cosa, altri più importanti e di molti probabilmente non eri neanche a conoscenza, ma sono 10 realtà specifiche che non devi sottovalutare. Se trasferirsi alle Canarie rientra nei tuoi progetti futuri e soprattutto se un giorno non vuoi trovati ad esclamare: "era meglio se rimanevo in Italia!" Ecco cosa DEVI sapere, e per favore non sottovalutare nessuna di queste dieci caratteristiche:
1. La Calima (guarda il post specifico sull'argomento)
Quando venni qui ormai 7 anni fa rimasi abbagliato dai cieli tersi di un colore azzurro che avevo visto solo nel Trentino, e dai colori di questa isola in quel periodo scoprì il fenomeno della calima che non è altro che la sabbia più fina del deserto del Sahara che viene sollevata dal vento e portata in tutto l'arcipelago, dove rimane in sospensione (polvo es suspensión) assomigliando a foschia leggerissima o più densa a seconda della quantità. Inizialmente era un fenomeno che capitava 3/4 volte l'anno e andava via molto velocemente ma negli ultimi anni è diventato più frequente e persistente. La calima può avere un impatto negativo sulla salute, soprattutto se dura diversi giorni. I venti infatti possono trasportare oltre a sabbia e polveri anche particelle microscopiche di batteri, pollini, funghi ed inquinanti provenienti ad esempio dall'industria del Marocco. Questo può generare problemi respiratori e irritazione delle mucose che di solito provocano la tipica ostruzione nasale, prurito agli occhi e tosse inoltre se la calima è molto abbondante persistente, possono comparire difficoltà respiratorie e asma.

2. La cucaracha
Croce ineluttabile dell'arcipelago e fonte di acute grida femminili e feroci persecuzioni maschili a colpi di ciabatta. La cucaracha vive principalmente nelle reti fognarie e si annida nei tombini, prolifera maggiormente nelle stagioni calde, che chiaramente sono molto lunghe, ma a causa del clima tiepido non soffre particolarmente neanche nei periodi invernali. Entra nelle case infilandosi sotto qualunque fessura, ma principalmente dai tubi di scarico ed è praticamente inutile effettuare disinfestazioni casalinghe perché non si annidano negli edifici, ma in cavità sotterranee, da qui risalgono principalmente nelle ore notturne. Qui troverai pochissime zanzare, api e vespe ma se hai un'avversione incontrollabile per gli scarafaggi le Canarie non fanno per te, perché te li ritroverai in casa con una certa regolarità, specialmente se vivi in zone marittime o campestri con poca urbanizzazione. I soli rimedi parzialmente funzionanti per tenerli lontane sono la pulizia di casa con acido borico e il versare della candeggina in tutti gli scarichi prima di andare a dormire. Molto utili sono le "fumigaciones" disinfestazioni eseguite da ditte specializzate, se fatte bene e con regolarità, l'animaletto antipatico sarà "quasi un lontano ricordo"
3. Il senso di prigionia
Giusto per essere un po' banale, vorrei ricordare che l'arcipelago è un insieme di 7 isole maggiori alcune più grandi (Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura) altre decisamente più piccole (el Hierro, la Gomera) per cui fare il giro di tutta l'isola nel caso delle più grandi occorrono al massimo 2 ore, per quelle più piccole meno di 1 ora) questo fa si che moltissime persone hanno dovuto fare i conti con questo senso di restrizione dovuto a vivere in un territorio limitato.
Essendo abituati inconsciamente a pensare, quando si viveva in Italia, di poter arrivare a Parigi, Monaco, Vienna o all'altro capo del belpaese in un numero limitato di ore di macchina, il pensiero che qui puoi girare tutta l'isola in poco più di due ore (per le più grandi), da a molti un senso di asfissia e di pochezza, in realtà le isole, soprattutto le più grandi sono collegate molto bene, il costo dell'aereo per spostarsi da un isola all'altra spesso è più basso che quello di una gita al mare in macchina in Italia, ma l'inconscio ha una sua vita propria e sono molte le persone che sono andate via considerando il territorio troppo piccolo.
4. Acqua potabile
Probabilmente non sai che una percentuale dell'acqua potabile nell'arcipelago, viene prodotta dai desalinatori, mentre il resto si estrae da sacche acquifere sotterranee.
Per questo motivo l'acqua contiene una grande percentuale di batteri che vengono eliminati con una forte clorazione e ovviamente mineralizzando per riequilibrare il sale tolto con la distillazione. Ora benché si tratti più di voci di corridoio, che di evidenze scientifiche sembra che comunque nell'acqua persista una forte quantità di minerali, infatti ne viene sconsigliato l'uso continuativo per bere e soprattutto per cucinare, visto che in questa modalità i residui minerali tendono a fissarsi nel cibo e quindi ad essere ancora più difficilmente eliminabili dal corpo, potendo così creare, nell'arco degli anni, problemi pancreatici al fegato e alle vie urinarie. Inoltre la rete idrica e obsoleta e con una forte dispersione, e questo lo riprenderemo più avanti perché comporta altre conseguenze.
5. Dipendenza agricola
Una sempre più forte specializzazione orientata al mercato del turismo, di cui parleremo nel prossimo punto, ha portato a un graduale ma costante abbandono delle coltivazioni, che si vanno riducendo sempre più velocemente. Questo ha portato un incremento del patrimonio forestale ad un livello mai visto negli ultimi 50 anni, però ha reso l'arcipelago quasi completamente dipendente dall'importazione agricole, che coprono il 90% del consumo interno e lo rendono inevitabilmente dipendente dalle importazioni, oltre che esposto a vari rischi di approvvigionamento e sbalzi di prezzo. Questo porta anche ad una pochezza di offerta e se le verdure si mantengono a un buon livello di qualità, non altrettanto si può dire della frutta, comunque come per la frutta anche per le verdure, sarà meglio organizzarsi per comprarle direttamente nelle fincas (fattorie).
Passiamo adesso alle criticità più gravi:
6. Iper specializzazione turistica
Il mercato del lavoro è quasi completamente orientato al turismo e in questo, a prescindere dal periodo storico attuale, non ci sarebbe niente di male se non fosse che l'equilibrio tra il numero di persone attive o impiegate nel settore e i flussi normalmente in arrivo, ha toccato recentemente punti di squilibrio e quindi siamo già in una situazione che per un'attività che va bene inevitabilmente una deve chiudere, questo spiega più chiaramente di qualsiasi altra cosa come mai tante attività mal progettate, con nessuna originalità, senza strategie di marketing e con poche competenze (lingue in primis Spagnolo e Inglese sono "obbligatori") falliscano nel breve periodo. Se non è chiaro il concetto, lo traduco in parole semplici: sono finiti i tempi per gli improvvisati!

7. Costi, affitti e stipendi
A fronte di un costo degli affitti abbastanza elevato, anche in considerazione del rapporto qualità/prezzo, perché sospinto da un mercato turistico, gli stipendi e le pensioni alle Canarie sono tra le più basse d'Europa. Anche i beni come le sigarette e la benzina stanno crescendo velocemente e con loro i generi alimentari e le materie prime che comunque stanno aumentando in tutto il mondo. Questo ha fatto sì che molte persone che fino a cinque anni fa vivevano bene con 1.000 euro al mese, (leggi il post sul costo della vita) siano state costrette a tornare in patria dove comunque le famiglie potevano aiutarle ed è una questione da tenere bene a mente nel momento in cui si debbano fare delle valutazioni economiche, ovviamente relative un trasferimento definitivo.
La vita costa meno che in Italia?
Se si sa come muoversi per il momento si, è anche in maniera molto consistente, ma solo se si viene dal nord/centro dell'Italia, mentre per chi viene dal sud non ci sono più differenze apprezzabili.
8. Sostenibilità dell'incremento demografico
Pensate che negli ultimi tre anni la popolazione dell'arcipelago è cresciuta di quasi 60.000 unità (la maggioranza stranieri della UE) gli italiani registrati all'AIRE (anagrafe italiani residenti all'estero) sono oltre 52.000 in tutto l'arcipelago, ma se vogliamo contare anche quelli “in nero” le stime dicono che arriviamo a 80.000! Alcune delle questioni citate precedentemente come il problema alimentare e di assorbimento del mercato del lavoro, conseguentemente stanno portando il governo canario a ripensare le politiche d'immigrazione, rendendo i paletti di accesso molto più rigidi ed economicamente impegnativi, questo va tenuto in debito conto, ad esempio nel caso di trasferimento in cui si pensa di effettuare ricongiungimenti familiari in un secondo momento, visto che le leggi potrebbero cambiare all'improvviso e renderli molto più difficili, e non sarebbe la prima volta.
9. Immigrazione:
Al netto del sensazionalismo spicciolo di vari youtuber disperati per avere un po’ di attenzione, esattamente come le isole della Grecia o Lampedusa in Italia anche le isole Canarie sono diventate la via d'accesso più facile all'Europa per migliaia di extracomunitari illegali. Tenerife risente di meno di questa situazione, mentre sono Fuerteventura, Lanzarote e Gran Canaria a subire il 90% degli arrivi e bisogna anche tenere conto che si parla comunque di mete di passaggio che in tempi più o meno brevi tutti questi immigrati vengono rimpatriati o trasferiti in Spagna penisola. Non si può prevedere quanto possa durare e che dimensioni possa assumere questa situazione che peraltro deriva principalmente da una serie di conflitti politici tra la Spagna e il Marocco e che non migliorerà fino a quando questi non vengono risolti in qualche maniera, tuttavia resta il problema dell'ospitalità temporanea e non è un segreto che le Canarie non sono assolutamente attrezzate per dare accoglienza a questi flussi che sono aumentati di otto volte rispetto all'ultimo anno, creando problemi di convivenza e ovviamente obbligando il governo a dover destinare interi hotel all'alloggiamento di questi immigrati, che non sono prigionieri e quindi si muovono liberamente, quindi attenzione a comprare case in zone con molti hotel nelle vicinanze perché domani tutto può succedere.
10. La qualità della vita, la tranquillità.
Non si può pensare di trasferirsi alle Canarie se non si è disposti ad accettare che qui la qualità in qualunque settore lavorativo o aspetto della vita quotidiana non è paragonabile a quello che puoi trovare comunemente in Italia, ma è bilanciata da una minore burocrazia e da leggi e abitudini più flessibili, che ci rende la vita più semplice, onestamente questo è quello che maggiormente interessa ai residenti e quindi ci si adatta volentieri a questo calo qualitativo, ma se tu pensi di non poter convivere con questa approssimazione, le Canarie NON sono per te.
Lo stesso vale per la fantastica tranquillità esistenziale che hai apprezzato e respirato nei tuoi soggiorni da turista e che quando sarai residente, ti si ritorcerà contro perché qui tutto si fa domani, quindi non resta che stare tranquillo e avere pazienza.
Voglio essere chiaro qui si vive bene così, me sono andato via dall'Italia proprio per sfuggire alla frenesia, i ritmi che comportava, e se la puntualità e la rapidità sono dei tuoi must imprescindibili per vivere bene ed essere felice...o ti rassegni a lasciarli ben chiusi in valigia, o se pensi di non esserne capace non la fare neanche la valigia!
Insomma prima di decidersi di trasferirsi alle Canarie, tieni conto di questi dieci punti, per non ritrovarti pentito della scelta fatta.
Per scrivere questo post ho impiegato molto tempo, se ti è piaciuto metti "mi piace" e condividilo.
Grazie
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